giovedì 3 novembre 2016

Linfonodi ingrossati, tumore e altre cause

Linfonodi: cosa sono e a cosa servono

L’organismo possiede una rete di vasi linfatici e linfonodi (anche detti linfoghiandole o, semplicemente, ghiandole). Questa rete è parte integrante del sistema immunitario. Raccoglie liquidi, scorie e altri scarti, come virus e batteri, dai tessuti corporei, fuori dal circolo sanguigno.

La linfa fluisce dalle pareti dei capillari per bagnare le cellule dei tessuti. Trasporta ossigeno e altri nutrienti alle cellule, e porta via prodotti di scarto come il biossido di carbonio che fuoriesce dalle cellule. La linfa contiene globuli bianchi, cellule che aiutano a combattere infezioni.

Si accumulerebbe e causerebbe gonfiore se non venisse in qualche modo drenata. A ciò sono preposti i vasi linfatici. I vasi linfatici convogliano quindi la linfa ai linfonodi attraverso il corpo, mentre i linfonodi sono piccole strutture che agiscono da filtro per le sostanze pericolose. Contengono cellule immunitarie che aiutano a combattere le infezioni attaccando e distruggendo germi trasportati dalla linfa.

Ci sono centinaia di linfonodi in tutto il corpo.

Ciascun linfonodo filtra liquidi e sostanze raccolti dai vasi che vi afferiscono. La linfa delle dita, per esempio, viene drenata verso il torace aggiungendosi a quella del braccio. Questo liquido può essere filtrato dai linfonodi del gomito o da quelli ascellari. La linfa di testa, cuoio capelluto e viso affluisce ai linfonodi del collo. Alcuni linfonodi, come quelli tra i polmoni o intorno alle anse intestinali, sono siti in profondità per filtrare il liquido in tali aree. La linfa scorre lentamente da tutto l’organismo, affluendo al torace. Alla fine del percorso, liquido, sali e proteine filtrati rientrano nel circolo sanguigno.

Linfonodi ingrossati

In caso di problemi, come

  • infezioni,
  • lesioni
  • o cancro,

un linfonodo o il gruppo di linfonodi locali possono tumefarsi o ingrossarsi filtrando le cellule “cattive”. Questa condizione viene detta linfoadenopatia. Linfonodi ingrossati sono segno che qualcosa non va, ma non dobbiamo pensare subito a qualcosa di grave; altri sintomi potranno aiutare a inquadrare il problema. Per esempio, dolore all’orecchio, febbre e linfonodi ingrossati vicino all’orecchio indicano che si è probabilmente affetti da un’infezione dell’orecchio.

Aree con frequenti linfoadenopatie sono il collo, l’inguine e le ascelle.

Nella maggior parte dei casi, si ingrossa a un dato momento una sola area linfonodale. Il riscontro di più distretti linfonodali ingrossati viene detto linfoadenopatia generalizzata. Alcune infezioni (come l’angina da streptococco e la varicella), alcuni farmaci, malattie del sistema immunitario e cancri come i linfomi e le leucemie possono causare questa condizione. Il medico farà altre analisi per capire la causa dell’ingrossamento.

Il gonfiore dei linfonodi è spesso originato da motivi diversi dal cancro; inoltre linfonodi ingrossati che fanno anche male, di per sé o quando vengono palpati, indicano di norma un processo infiammatorio dovuto a un’infezione e non un tumore.

Nella maggior parte dei casi i linfonodi, soprattutto quelli situati ai lati del collo, sotto il mento o la mandibola, si ingrossano per cause assolutamente benigne, come ad esempio un raffreddore o un mal di gola, e tornano quindi rapidamente alle loro dimensioni normali. I linfonodi inguinali possono raggiungere un diametro di 1-2 centimetri anche in adulti altrimenti sani, soprattutto se trascorrono molto tempo a piedi nudi all’aperto. Anche i linfonodi ascellari spesso si gonfiano in risposta a infezioni o traumi a livello del braccio o della mano, nonchè a seguito di depilazione o uso di deodoranti aggressivi.

È meglio però chiedere il parere del medico quando il rigonfiamento persiste per alcune settimane o aumenta col passare del tempo.

Le ghiandole possono raggiungere qualche centimetro di grandezza in risposta a infezioni o malattie. Ghiandole gonfie, ossia linfoadenopatie, possono essere sentite sotto il mento o nel collo, nelle ascelle o nell’inguine, dove si trovano i gruppi maggiori.

In alcuni casi, tempo e compresse calde sono tutto ciò che serve a trattare linfonodi ingrossati.

Molti tipi diversi di infezione possono causare ingrossamenti linfonodali, anche un raffreddore o una febbre da raffreddamento. Meno frequentemente, ghiandole tumefatte sono dovute a condizioni non infettive, come l’artrite reumatoide o anche un tumore.

Sintomi

Il sistema linfatico si compone di una rete di organi, vasi e numerosi linfonodi disseminati attraverso il corpo. La maggior parte dei linfonodi si trova nella regione della testa e del collo. Perlopiù, si ingrossano i linfonodi di quest’area, come pure quelli ascellari e inguinali.

L’ingrossamento linfonodale all’inizio può determinare:

  • Linfonodi sensibili e dolenti
  • Linfonodi che si ingrossano, assumendo le dimensioni di un pisello o un fagiolo, o anche significativamente maggiori.

A seconda della causa di ingrossamento, ci possono essere altri segni e sintomi:

  • Scolo nasale, mal di gola, febbre e altri segni di infezione delle vie respiratorie superiori.
  • Ingrossamento generalizzato dei linfonodi, che può indicare un’infezione, come l’HIV o la mononucleosi o un disturbo immunitario, come il lupus o l’artrite reumatoide.
  • Arti gonfi, indicativi di ostruzione del sistema linfatico causato dall’interessamento di un linfonodo troppo profondo per essere palpabile.
  • Linfonodi induriti, fissi, con crescita rapida, indicativi di un possibile tumore.
  • Febbre.
  • Sudorazione notturna.

Il gonfiore di linfonodi causato da un’infezione virale passerà da solo in circa 2 – 4 settimane. Nel caso di bambini con infezioni batteriche, il medico potrà prescrivere antibiotici per trattare la causa all’origine del gonfiore.

Quando chiamare il medico

Consultare il medico curante in caso di linfoadenopatia con:

  • durata protratta oltre qualche settimana o crescita persistente,
  • linfonodi duri o che non si spostano alla pressione,
  • mal di gola e difficoltà a deglutire o respirare,
  • perdita di peso non spiegabile, sudorazione notturna o febbre persistente,
  • non c’è una chiara infezione e non ci sente male.

Se necessario, il curante richiederà alcuni esami di ausilio alla diagnosi. Possono essere esami del sangue, ecografie o TAC, e/o una biopsia (viene prelevato ed esaminato un piccolo campione linfonodale).

Bambini

  • In caso di febbre,
  • In caso di mal di gola,
  • I linfonodi continuano a ingrossarsi e non ridiventano normali nell’arco di poche settimane,
  • Comparsa di lividi non usuali,
  • Sanguinamento eccessivo da naso o bocca,
  • Perdita di peso.

Chiamare il 118 o andare al pronto soccorso se:

  • la pelle intorno alla ghiandola è rossa e dolente
  • il linfonodo cresce oltre i 4 cm di diametro
  • un linfonodo del collo è molto tumefatto e il bambino ha difficoltà a respirare o muovere la testa.

Cause frequenti

In genere, l’ingrossamento linfonodale è dovuto a infezioni minori virali o batteriche, come per esempio:

Le ghiandole della zona colpita spesso diventeranno improvvisamente dolenti o sensibili al tatto. Ci potranno essere sintomi associati, come un mal di gola, una tosse, febbre.

Queste infezioni in genere guariscono da sole e i linfonodi ripristinano le loro normali dimensioni. Sarà necessario solo assumere molti liquidi, riposarsi e alleviare i sintomi a casa, con farmaci da banco come paracetamolo o ibuprofene.

Consultare il proprio medico se i sintomi non migliorano entro qualche settimana.

Cause meno frequenti

Più raramente, l’ingrossamento linfonodale può essere conseguente a:

  • rosolia, un’infezione virale che determina un’eruzione rosso-rosa, composta da puntini.
  • morbillo, una malattia virale molto contagiosa che determina un esantema caratteristico, con macchie rosse o marroni .
  • citomegalovirus (CMV), un virus comune diffuso tramite liquidi corporei, come saliva e urina.
  • tubercolosi (TBC), un’infezione batterica che causa una tosse persistente.
  • sifilide, un’infezione batterica in genere contratta tramite rapporti sessuali con qualcuno di infetto.
  • malattia del graffio da gatto, un’infezione batterica causata dal graffio di un gatto.
  • HIV, un virus che attacca il sistema immunitario e indebolisce le capacità di combattere infezioni.
  • lupus, una condizione in cui il sistema immunitario attacca articolazioni, pelle, cellule del sangue e organi.
  • artrite reumatoide, una condizione in cui il sistema immunitario attacca i rivestimenti delle articolazioni.
  • sarcoidosi, una malattia in cui negli organi si formano piccoli noduli di tessuti rossi e rigonfi, detti granulomi.

Linfoadenite

Una linfoadenite (l’infiammazione NON tumorale dei linfonodi, per esempio per le cause appena descritte) può diffondersi in poche ore.

Prognosi

L’impiego tempestivo di antibiotici in genere porta a una completa guarigione.

Il gonfiore di uno o più linfonodi può tuttavia richiedere settimane o mesi per scomparire.

Complicazioni

Una linfoadenite non trattata può portare a:

  • Formazione di ascessi,
  • Cellulite (un’infezione della pelle),
  • Fistole (in linfoadeniti dovute a tubercolosi),
  • Sepsi (infezione del circolo sanguigno).

Trattamento

Il trattamento dovrà cominciare quanto prima.

Il trattamento può consistere in:

  • Antibiotici per trattare un’eventuale infezione.
  • Analgesici (farmaci contro il dolore) per controllare il dolore.
  • Farmaci antinfiammatori per ridurre l’infiammazione.
  • Compresse fredde per ridurre infiammazione e dolore.
  • Può essere necessaria una procedura chirurgica di drenaggio di un ascesso..

Stile di vita e rimedi casalinghi

Se i linfonodi sono dolenti spontaneamente o al tatto, si potrà alleviare la sintomatologia con:

  • Impacchi caldi: applicare sulla zona colpita compresse calde e umide, come un asciugamano immerso nell’acqua calda e poi strizzato.
  • Analgesici: analgesici da banco, come aspirina, ibuprofene e paracetamolo, possono aiutare a ridurre dolore e febbre. Non somministrare l’aspirina a bambini senza consultare il medico perché è collegata alla sindrome pediatrica di Reye. Questa sindrome è una malattia rara ma grave che può colpire sangue, fegato e cervello di bambini o adolescenti in convalescenza da infezioni virali.
  • Riposo: il riposo sarà spesso necessario per riprendersi dalla malattia sottostante.

Evitare di strizzare linfonodi ingrossati. Ciò potrebbe aumentare l’irritazione e impedire il ripristino delle dimensioni normali. In alcuni casi, può essere necessario anche più di un mese per la scomparsa completa dell’ingrossamento.

Dolore o febbre nel bambino, possono essere alleviati con paracetamolo o ibuprofene, seguendo le istruzioni riportate sulla confezione o le raccomandazioni del pediatra.

Tumore

Le dimensioni dei linfonodi interessati da un tumore possono essere maggiori di quelli che si ingrossano in risposta a un’infezione, ma quel che fa la differenza è soprattutto il fatto che il loro diametro non torni alla normalità nel giro di qualche settimana o anzi tenda ad aumentare con il tempo.

Meglio rivolgersi subito al curante se la zona dove si rilevano i linfonodi ingrossati si rivela anche arrossata, calda e dolente (anche se questo aspetto indirizza verso diagnosi una causa infettiva), oppure se toccandole si sente una superficie irregolare, sono molto dure, oppure sembrano adese ai piani sotto o sovrastanti.
Occorre poi segnalare immediatamente al medico se compaiono febbre, sudorazioni notturne o soprattutto una inspiegabile perdita di peso.

Particolarmente sospetto è l’ingrossamento dei linfonodi che si trovano al di sopra della clavicola: un loro aumento di volume è spia di un tumore maligno nel 90% dei casi se il paziente ha più di 40 anni, e in un quarto dei casi nelle persone più giovani.
Il cancro può colpire i linfonodi in due modi: può originare dalla ghiandola o invaderla da qualche altra origine.
Il cancro che origina nei linfonodi prende il nome di linfoma, di cui ricordiamo il linfoma di Hodgkin e il linfoma non Hodgkin.

Più frequentemente, il cancro origina in qualche altra parte del corpo e si diffonde poi ai linfonodi. Questa sezione tratta questi casi.

Il cancro può diffondersi dalla sua sede di origine (il sito primario) ad altre parti dell’organismo.

Quando dal tumore si staccano cellule cancerose, queste possono diffondersi ad altre aree o attraverso il circolo sanguigno o attraverso quello linfatico. Le cellule cancerose possono raggiungere organi distanti tramite il circolo sanguigno. Se si diffondono nel sistema linfatico, le cellule possono raggiungere linfonodi. Qualunque sia il modo, la maggior parte delle cellule cancerose circolanti muore o viene uccisa prima di poter cominciare a crescere in altre zone. Se anche solo una cellula sopravvive può però colonizzare la nuova area, iniziare a crescere e formare nuovi tumori. Questa replica del cancro in una nuova parte dell’organismo è detta metastasi.

Di solito i linfonodi ingrossati sono in prossimità della parte del corpo interessata dalla malattia, ma non è sempre così.

Per riuscire a colonizzare nuove zone, le cellule cancerose devono alquanto modificarsi.

  1. Anzitutto devono riuscire a separarsi dal tumore originale e quindi ad attaccarsi alla parete esterna di un vaso linfatico o sanguigno.
  2. Poi, devono migrare attraverso la parete del vaso per entrare nel sangue o nella linfa e arrivare in un nuovo organo o in un linfonodo.

Quando un cancro cresce all’interno di linfonodi, in genere colpisce i linfonodi nelle sue vicinanze. Sono i linfonodi che hanno fatto la maggior parte del lavoro di filtraggio o soppressione delle cellule cancerose.

Diagnosi

I linfonodi normali sono piccoli e difficili da trovare, ma si possono ingrossare in caso di infezioni, infiammazioni o cancro. Quelli vicini alla superficie del corpo spesso diventano abbastanza grossi da diventare palpabili, se non addirittura visibili. Se però contiene solo alcune cellule cancerose, un linfonodo può sembrare normale, sia alla vista che al tatto. In questo caso, la ricerca del cancro richiede la rimozione di tutto o di parte del linfonodo.

 

Durante la rimozione di un cancro primario, il chirurgo può asportare anche uno o più linfonodi vicini (regionali).

  • Il prelievo di un linfonodo è detta biopsia.
  • La rimozione di più linfonodi è invece chiamata campionamento o dissezione linfonodale.

Se il cancro si è diffuso ai linfonodi, ci sono maggiori probabilità che si manifesti anche dopo la chirurgia. Questi dati aiutano il medico a decidere se dopo la chirurgia sono necessari ulteriori trattamenti, come la chemioterapia o la radioterapia.

I linfonodi possono anche essere campionati usando aghi. In genere, questa procedura viene eseguita su linfonodi ingrossati. Si chiama ago-biopsia. Una volta rimosso, il tessuto viene osservato al microscopio da un patologo (un medico che compie diagnosi analizzando campioni di tessuti) per evidenziare eventuali cellule cancerose.

Al microscopio, queste avranno lo stesso aspetto delle cellule del tumore primario. Per esempio, quando un cancro della mammella invade i linfonodi, le cellule isolate in questi ultimi saranno simili a quelle del cancro. Il patologo scrive un referto dettagliando le sue scoperte. Se un linfonodo contiene cellule cancerose, il referto ne descrive l’aspetto e la quantità.

Il medico può anche usare la diagnostica per immagini per cercare ingrossamenti di linfonodi posti in profondità nel corpo. Spesso, si assume che linfonodi ingrossati in prossimità di un cancro contengano cellule cancerose.

Significato della presenza di cancro nei linfonodi

Talvolta, le cellule cancerose sono talmente poche che il patologo deve usare metodi speciali per trovarle. La presenza di sporadiche cellule cancerose in un linfonodo può in realtà non modificare per niente il piano di trattamento.

Se le cellule sono tante, il linfonodo ingrossato può essere visto facilmente. Se il cancro sconfina dal linfonodo attraverso il suo rivestimento connettivale esterno (la cosiddetta capsula), la lesione viene definita estensione extracapsulare.

Più cellule cancerose nei linfonodi possono significare che il cancro cresce rapidamente e/o ha maggior predisposizione a diffondersi ad altre aree del corpo. Se però i linfonodi vicini sono l’unico altro sito in aggiunta a quello primario, l’intervento di rimozione chirurgica del tumore principale e dei linfonodi locali può essere in grado di eradicare il cancro completamente.

Cellule cancerose che invadono linfonodi più lontani dal cancro primario richiederanno verosimilmente anche un trattamento chemio o radioterapico.

Effetti della rimozione di linfonodi

La rimozione di linfonodi può privare una parte del corpo del sistema di drenaggio della linfa nella zona interessata. Molti vasi linfatici si troveranno privi di sbocco; la linfa potrebbe quindi stagnare. Questa situazione è detta linfedema e può diventare un problema cronico. Più sono i linfonodi rimossi, più è probabile che succeda.

Fonti:

Traduzione a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

L'articolo Linfonodi ingrossati, tumore e altre cause è stato inizialmente pubblicato su Farmaco e Cura.



Fonte: http://www.farmacoecura.it/malattie/linfonodi-ingrossati-tumore-e-altre-cause/

Nessun commento:

Posta un commento