sabato 31 dicembre 2016

Influenza 2016-2017, anziani a rischio

Il picco dell’influenza 2016-2017 arriverà nelle festività natalizie ed è alto l’allarme per gli anziani che, insieme ai bambini, rappresentano la categoria più a rischio. Soltanto una persona anziana su due si è vaccinata e questo aumenta la possibilità che, dopo una certa età, l’organismo colpito da influenza faccia fatica a recuperare. E l’allarme polmonite è dietro l’angolo, specialmente per le persone anziane.

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Cecità corticale e altre rare alterazioni della vista

Nell’uomo la vista può essere considerata senza dubbio il senso che fornisce le informazioni dalle quali dipendiamo maggiormente.

A riprova di ciò basti considerare che circa 30 aree cerebrali partecipano all’elaborazione delle informazioni visive per un totale di almeno il 50% della corteccia cerebrale impegnata sì nel farci vedere ciò che ci circonda, ma anche nel renderci capaci di percepire colori, forme e movimenti così da interagire il più coerentemente possibile con l’ambiente esterno.

Data la complessità del sistema visivo si può facilmente comprendere come alterazioni di specifiche tappe abbiano altrettanto specifici risvolti clinici: dai vizi di rifrazione (astigmatismo, miopia, ipermetropia e presbiopia), in cui a essere interessata è la primissima stazione delle vie visive, ovvero il sistema di lenti degli occhi, ai danni a carico del punto di arrivo delle informazioni visive, vale a dire la corteccia cerebrale.

Proprio di queste ultime patologie parleremo in questo articolo e, nello specifico, verranno prese in esame condizioni rare ma interessanti e utili alla comprensione di come il nostro cervello ci fa percepire il mondo circostante.

Attraverso la via retino-genicolo-striata gli impulsi nervosi vengono convogliati dalla retina, attraverso il talamo, all’area visiva primaria (V1) situata nel lobo occipitale. Questo accade per le informazioni provenienti dall’emicampo di destra che raggiungono la corteccia visiva primaria di sinistra e viceversa per le informazioni provenienti dall’emicampo di sinistra, tanto che un danno ingente a carico dell’una o dell’altra emicorteccia si associa a una forma di cecità per l’emicampo controlaterale definita emianopsia omonima controlaterale.

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Se però il danno è particolarmente esteso, una lesione che bilateralmente interrompe la funzione di queste aree, può risultare in una forma di cecità definita per l’appunto cecità corticale.

I pazienti con questa condizione logicamente non percepiscono gli stimoli visivi e non sono in grado di fissare un oggetto e seguirlo con lo sguardo, ma ciò che li distingue dalla cecità per cause più a valle nel sistema visivo è la preservazione della risposta pupillare alla luce: il loro diametro pupillare infatti varia coerentemente al variare dell’intensità della luce ambientale.

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Questo fenomeno può essere spiegato considerando che le fibre coinvolte in questo riflesso abbandonano le rimanenti ben prima di raggiungere la corteccia cerebrale, essendo dirette al tronco encefalico.

Inoltre è interessante come alcuni pazienti con cecità corticale siano assolutamente inconsapevoli della propria condizione e altri percepiscano consapevolmente o inconsapevolmente i soli oggetti in movimento o ancora le variazioni di luminosità.

Nel primo caso si parla di Sindrome di Anton-Babinsky, una condizione solitamente causata da un vasto infarto cerebrale posteriore.

Come si diceva i pazienti presentano una vera e propria anosognosia, ovvero un mancato riconoscimento del proprio deficit, e tentano di giustificare le proprie cadute e i tentativi fallimentari di camminare attraverso le pareti di casa loro con discorsi e comportamenti confabulatori.

Si ipotizza che alla base dell’anosognosia visiva e della confabulazione, caratteristiche di questa sindrome, vi sia da una parte il danneggiamento delle aree visive associative e dall’altra la dissociazione di tali aree da quelle preposte al linguaggio.

Nel caso in cui invece il paziente fosse cieco per gli stimoli statici, ma capace di percepire il movimento di figure comunque non riconoscibili, si parla di sindrome di Riddoch. Il termine che descrive questa peculiare situazione è gnosanopsia mentre con agnosopsia si fa riferimento alla più conosciuta blind sight, letteralmente visione cieca, nella quale il paziente è in grado di rilevare il movimento degli oggetti pur non essendone consapevole.

Per comprendere perché in caso di disfunzione di V1 vi sia una dissociazione tra la percezione degli oggetti statici e quella degli oggetti in movimento bisogna prendere in considerazione l’area cerebrale deputata all’analisi del movimento e le sue connessioni. Si sta parlando di V5 o MT (Middle Temporal visual area), una piccola area che recentemente ha attirato l’interesse di numerosi ricercatori, a tal punto che il numero di pubblicazioni sul suo funzionamento non teme il confronto con quello degli studi su V1.

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Sebbene la maggior parte delle informazioni visive raggiunga V5 solo dopo essere passata attraverso V1 e V2, ovvero l’area visiva secondaria, vi sarebbero alcune di esse che, sembra attraverso il pulvinar, bypassano la corteccia visiva primaria giungendo direttamente alla MT. Tale connessione secondaria sarebbe responsabile del mantenimento della capacità di rilevare oggetti non meglio identificati che si spostano nell’area cieca del campo visivo.

Quelle trattate sono solo alcune delle peculiari alterazioni visive conseguenti a lesioni corticali e, come detto, sono condizioni non frequenti ma che rappresentano affascinanti modelli di studio per la comprensione dei meccanismi alla base di una funzione che, se intaccata, ha un grosso impatto sulla vita di ogni giorno.

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Sessualità di coppia

Il PIACERE sessuale è una sorgente a cui facilmente si può attingere per tonificare se stessi sia psicologicamente che fisicamente. Si può affermare inoltre, che il PIACERE sessuale, rientra a pieno titolo tra le emozioni più intense che la vita ha da offrire, se vissuto nella complicità dell’amore.

Il PIACERE sessuale è una parte della nostra esistenza, che non vede distinzione tra ceti sociali, fasce d’età e canoni di bellezza.

Il PIACERE è un’esperienza non molto articolata, anzi, è molto semplice, ma non è per niente banale. La parte più impegnativa è la ricerca di questo piacere; essenzialmente è presente in tutti noi, ma non per questo può essere definitivo, incondizionatamente buono e giusto.

Di vitale importanza è capire che cosa ci si deve aspettare dal proprio corpo e da quello del partner e avere qualche rudimento di ciò che accade dentro di noi quando facciamo l’amore.

Quando viviamo un’esperienza sessuale, ciò che accade può essere descritto con il susseguirsi delle seguenti 4 fasi:

  • Desiderio
  • Eccitazione
  • Orgasmo
  • Risoluzione

Il completamente della sequenza, non è sempre necessario. Sarebbe, comunque opportuno, non accedere alla fase successiva, se prima non si è completato lo step precedente.

Che si tratti di un soggetto di sesso maschile o di sesso femminile, gli eventi fisiologici sono molto simili, rispondono allo stesso programma e attivano le medesime parti del corpo.

Tra un organismo e l’altro, vi sono, ovviamente, delle piccole differenze, come ad esempio:

  • la forma
  • qualche funzione degli organi genitali
  • tempo di reazione differenti.

L’eccitazione femminile, rispetto a quella maschile, è molto più lenta e prolungata. Invece, quella maschile è veloce sia nell’insorgere che nello scomparire.

Ricordare la somiglianza fisiologia tra le due sessualità è importante, perché così si può sviluppare una forma di rispetto più profondo, nei confronti del proprio partner.

Quando si inizia a far l’amore è più conveniente iniziare dal desiderio, piuttosto che lanciarci immediatamente alla ricerca di un orgasmo. Molti disagi della sessualità di coppia derivano dall’incapacità da parte di uno dei due partner di saper valutare ciò che sta accadendo al proprio compagno/a, alla luce di ciò che, nella stessa fase, accade a lui/lei.

Non c’è scritto da nessuna parte che un uomo debba iniziare a fare l’amore in uno stato di eccitazione, come non ha senso che si auto-conferisca il diritto di entrare in una vagina solo perché si sente pronto e lo desidera.

Che per fare l’amore se ne debba avere voglia sembra così ovvio che non parrebbe proprio il caso di spendere parole sulla fase del desiderio.
Eppure negli ultimi 20 anni si è capito che molti disturbi della sessualità di coppia possono essere collegati a qualche problema di desiderio.

Si può fare l’amore soltanto se, in quel momento, se ne ha voglia in due. In ogni altro caso è assolutamente vietato.

Regola di fondamentale importanza, che tutti dovrebbero rispettare quasi naturalmente, invece viene infranta con una frequenza disarmante. Sono numerosi i casi in cui uno soltanto dei due individui ha voglia di fare del sesso, mentre l’altro lo subisce. La forma più grave è lo stupro, ma senza necessariamente citare situazioni così estreme, basti pensare alla costrizione e al ricatto. Un uomo che si arrabbia perché la sua compagna non ha voglia di fare l’amore, utilizza comunque una forma di “violenza”, anche se impercettibile, ma ancora più odiosa.

Tutto ciò si evince dal fatto che non esiste, in nessun caso, alcun diritto al fare l’amore soltanto perché se ne ha voglia. Ci sono casi più complessi di rapporti sessuali vissuti senza desiderio, come quelli altruisti. Fare l’amore soltanto per far contento il proprio partner non è affatto una buona cosa. Il bene del vostro compagno, non può certo ridursi alla soddisfazione di un capriccio o allo sfogo di un suo bisogno.

L’incontro di due persone che vogliono godere nel reciproco desiderio e piacere sessuale, questo dovrebbe essere ciò che il vostro compagno/a dovrebbe apprezzare e assaporare al meglio. Non è quindi ragionevole chiedere alla propria ragazza una “prova d’amore”, come non è ragionevole, mossi da un senso di compassione, soddisfare la troppo prolungata astinenza del vostro compagno.

In conclusione, l’amore non è un diritto che si ottiene di diritto. La vostra intimità è assolutamente inviolabile. Il reciproco interesse con amore e seduzione sorregge il sistema di proposte alla base della sessualità umana.

Il sistema di proposte significa mostrare desiderio, interesse, intenzione nei confronti dell’altro individuo. Il proporre inoltre include:

  • accogliere con soddisfazione un “Sì”
  • rischiare un “Forse”
  • accettando un “No”.

Il rifiuto non deve mai essere preso a livello personale, perché sta solo ad indicare la non disponibilità in quel determinato momento.


Dott.ssa Biondi Maddalena

MILANO (MI) – Via Francesco Lomonaco, 10

TORINO (TO) – Via Bologna, 93/e

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Come non ingrassare nelle feste di Natale?

Ecco che arriva il Natale, ci siamo preparati magari per mesi per recuperare la linea, ma è proprio impossibile dire di no a tutto durante le feste! Come fare dunque a limitare i danni per non rovinare tutto il lavoro svolto e godersi comunque il “buono” del Natale???

Ecco alcuni pratici consigli da seguire durante i pranzi e le cene da Natale a Capodanno:

Attenzione agli antipasti: sono spesso molto calorici e non saziano, viste le loro dimensioni. Oppure considerateli come un secondo ed evitate poi la pasta, per limitare l’assunzione di carboidrati

Non effettuate mai un pasto senza frutta e verdura anzi, mangiatene prima del pasto per placare la fame: vi aiuterà ad abbuffarmi di meno

Evitate almeno il pane in queste occasioni: avrete già modo di saziarvi a sufficienza in altri modi

Non fatevi tentare dai bis

Non esagerate con le porzioni: innanzitutto non sarete subito sazi e potrete assaggiare più cose, con gusto e piacere di mangiarle; in secondo luogo, non sforzerete eccessivamente il vostro stomaco ad ingerire quantità abnormi di cibo nella totalità (considerate che già lo farete con piccole porzioni di ogni cosa…). Predisponetevi mentalmente dunque, a mangiare metà delle vostre solite porzioni o a piccoli assaggi “di tutto un po’”

Mangiate solo quello che vi piace davvero e avete voglia di mangiare, e non ingerite “per forza” tutto, per assaggiare tutto

Masticate a lungo e con calma durante il pasto, per avvertire il senso di sazietà e mangiare meno, per digerire poi meglio e per gustare appieno le portate

Non esagerate con gli alcolici sia per le calorie che apportano sia per non avere continuamente fame, e quindi poi sete e poi fame… a circolo vizioso. Riuscirete anche ad autocontrollarvi di più da sobri!

Bevete molta acqua prima e durante i pasti, per saziarvi celermente

Cercate di mangiare i dolci la mattina (avrete tutta la giornata a disposizione per smaltirli) o a pranzo; e fate cene leggere in quantità e di calorie (no ai dolci al calar del sole, innalzano la glicemia, il colesterolo e il livello dei grassi)

Non lasciate gli avanzi per casa, divideteli o ritirateli subito: è necessario togliere dalla vista le tentazioni e non far perdurare il superpasto ad oltranza e per giorni e giorni.

E dopo Natale, come prepararsi nuovamente al Capodanno in arrivo?

Approfittiamo dei giorni a cavallo per purificare il corpo e smaltire un po’ di calorie… Riprendiamo immediatamente la palestra e l’attività fisica! 15 minuti di camminata al giorno + mezz’ora di pesi + 20-30 minuti di corsa o camminata in salita, 2/3 volte a settimana, permetteranno di perdere abilmente i 2/5 chili acquistati durante le feste.

Ovviamente, non bisogna continuare ad abbuffarsi come fatto a Natale (e poi a Capodanno)…!!!

Il ritorno ad un regime sano ed equilibrato, senza eccessi e concessioni frequenti alla gola, è fondamentale e necessario per riprendere il proprio peso e la propria linea. Associamo poi esercizi mirati per dimagrire ed agire sul grasso in eccesso (esercizi che riescono a far bruciare calorie), che possiamo eseguire sia se restiamo a casa sia se frequentiamo la palestra:

  • 20 minuti di salto con la corda: fa sudare e brucia molto
  • Fare step (con l’attrezzo appropriato e con un qualsiasi oggetto casalingo alto 20/30 cm su cui sia possibile salire e scendere): rassoda gambe, glutei e brucia calorie
  • Fare gli squat con e senza pesi: attiva tutti i muscoli, rassoda e rafforza
  • Fare i mestieri di casa (lavare i pavimenti, i vetri, i piatti) che impegnano e fanno sudare
  • Correre sul tapis roulant o per strada (o effettuare camminate veloci)
  • 45 minuti di cyclette, per combattere il grasso.

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L’incredibile potenza dell’Amore.

L’amore è il primo di tutti gli Dei. (Platone)

Platone, si sa e si saprà sempre, viene ricordato come uno dei più grandi filosofi del tempo antico. Il fondatore, assieme ad altri nomi eccellenti quali Socrate, Aristotele e via dicendo, della base filosofica per eccellenza. Personaggi colti e interiormente profondi, che hanno saputo riflettere sulle cose più complicate ma anche più semplici dell’uomo. Una di queste dimensioni su cui si è concentrata la loro riflessione è il grande mondo dei sentimenti e, in particolare, dell’Amore. Platone aveva ragione quando diceva che “L’Amore è il primo di tutti gli dei”, perché dava a questo sentimento il posto giusto. Quante volte ci capita di riflettere sull’amore? O, meglio ancora, quante volte pensiamo alla potenza racchiusa inhomme-arrosant-damour questa parola?

A-M-O-R-E!: sentimento, termine, atteggiamento, pensiero, stile di vita. L’amore è tutto praticamente. Chi impara ad amare impara a vivere, chi vive impara l’equilibrio della propria esistenza.

In questo momento stiamo vivendo il tempo che ci aprirà le porte al Natale, periodo (in teoria) caratterizzato da un’aria decisamente più positiva, dove l’amore e il clima stesso del Natale rendono positiva qualsiasi cosa. Ebbene, in tutto questo contesto, cosa siamo chiamati a fare per assaporare quella potenza dell’amore che deriva semplicemente dallo stupore verso tutto ciò che ci circonda?. L’invito è proprio quello di provare a cambiare prospettiva e modo di guardare le cose.

Colui che non sa niente, non ama niente. Colui che non fa niente, non capisce niente. Colui che non capisce niente è spregevole. Ma colui che capisce, ama, vede, osserva … La maggiore conoscenza è congiunta indissolubilmente all’amore … Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole, non sa nulla dell’uva. (Paracelso)

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L’amore, quindi, è potente. E la sua grandezza e potenza si manifesta in tutti quegli uomini e donne che vogliono provare a cambiare se stessi in meglio. Amare significa conoscere, capire, cogliere, assaporare, accogliere e soprattutto volere. L’amore non è una categoria astratta, ma è una dimensione concreta e vera, reale, pragmatica, che si può toccare però solo se si vuole e si ha il coraggio di affrontare avventure spettacolari.

“L’arte delle arti è l’arte dell’amore” diceva il grande Guglielmo di Saint-Thierry, perché l’amore è radicato nella natura stessa dell’uomo, un’arte capace di far costruire all’essere umano i più bei capolavori di ogni esistenza. Qual’è, quindi la vera e unica potenza dell’amore? La sua capacità di renderci eterni gia in questa vita.

Vedi anche:

http://www.cristinacampo.it/public/amore,%20testo%20integrale.pdf

http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/filosofiacritica/artediamare.pdf

Le diverse facce dell’Amore

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Fonte: http://sentierodellasalute.com/2016/12/16/lincredibile-potenza-dellamore/